Quante varietà di patate esistono al mondo?

Quante varietà di patate esistono al mondo? Impossibile dirlo con esattezza, ma sono probabilmente più di 7.000 quelle che si contendono ogni anno una superficie vastissima, intorno ai 20 milioni di ettari, tale da porre la coltivazione della patata al posto per importanza dopo riso, grano e mais. In Europa all’inizio dell’Ottocento (cioè ad oltre duecento anni dalla sua introduzione) si contavano appena una cinquantina di varietà classificate semplicemente in base al colore e alla forma dei tuberi; da allora la continua ricerca di nuove varietà in grado di resistere alle malattie e di garantire rese più elevate ha portato ad una crescita quasi esponenziale del loro numero.

patate

Purtroppo in Italia, negli ultimi cinquant’anni, si è assistito alla perdita di moltissime varietà locali e tradizionali, derivate per la maggior parte da vecchie selezioni estere, mentre altri paesi (come Francia, Germania e Regno Unito) hanno saputo conservare in maniera migliore il loro patrimonio varietale, intuendone non solamente il valore agronomico ma anche quello culturale.

csm_b_so_cucina_peru_post_3c7a4873b0

Le origini della patata sono da ricercarsi più di 4000 fa tra il Cile ed il Perù, dove le popolazioni della Cordigliera delle Ande la coltivavano e la gustavano già. La patata si coltiva sulle Ande da oltre 7.000 anni, cioè da quando le comunità rurali addomesticarono alcune tra le numerose specie selvatiche ancora oggi presenti sulle montagne dell’America Meridionale. Le papas native sorprendono per la vivacità dei colori e per le forme inconsuete dei tuberi: appartengono ad otto diverse specie del genere Solanum e hanno dato vita ad un numero incredibilmente elevato di varietà tradizionali, conservate tenacemente dai campesinos: oltre 600 nel solo dipartimento di Huancavelica, nel cuore delle Ande peruviane, per ognuna delle quali esiste una particolare preparazione culinaria.

 

Sono gli esploratori Raleigh e Drake ad introdurre i primi tuberi di patata nei paesi anglosassoni verso la fine del Cinquecento, ma è solo a partire dalla fine del Settecento che la sua coltivazione assume un grande rilievo. Nel secolo successivo, in seguito alla diffusione della peronospora che in Irlanda causa una grave carestia, si sviluppa un’intensa attività di ricerca volta ad ottenere nuove selezioni in grado di resistere al terribile fungo: la mostra ripercorre l’opera pionieristica dei produttori anglosassoni.
Verso la fine del Settecento il botanico Parmentier riesce a diffondere la coltura della patata in Francia, dopo aver sconfitto con fatica i pregiudizi che ancora circondavano il tubero. In meno di un secolo vengono generate moltissime nuove varietà, passando così dalle 12 descritte da Parmentier alle 630 catalogate da Vilmorin nel 1882. Diverse associazioni di rilevanza nazionale tutelano da tempo quanto resta dell’antico patrimonio varietale transalpino, riuscendo persino ad ottenere in alcuni casi (Ratte, Bonnotte de Noirmoutier) un notevole successo commerciale.

 

Anche la Germania dispone ancora di un certo numero di patate tradizionali, conservate da istituti di ricerca e coltivatori appassionati. Molte altre sono andate perdute in seguito all’introduzione delle varietà cosiddette “di gran reddito”, create verso la fine dell’Ottocento da valenti selezionatori tedeschi come Richter e Paulsen e dall’ungherese Agnelli: i loro incroci superproduttivi in pochi anni hanno invaso i mercati sementieri europei favorendo l’abbandono delle antiche varietà, non in grado di competere con le nuove sia in termini di resa che di resistenza alle malattie.
La Fondazione “Pro Specie Rara” (Svizzera) custodisce un centinaio di varietà di patate presenti da tempo sul territorio elvetico; molte di queste possono considerarsi tradizionali e ad ogni primavera vengono messe a disposizione dei soci che possono così contribuire alla loro conservazione.

 

Il fatto che la prima selezione ottenuta per incrocio in Italia risalga solamente al 1950 testimonia lo scarso interesse che la ricerca varietale ha suscitato nel nostro paese. Forse è proprio per questo motivo se ancora negli anni Quaranta del secolo scorso oltre un terzo della coltura è rappresentato da vecchie varietà locali, ben adattate al territorio in cui vengono coltivate ma di limitate capacità produttive, soprattutto a causa della cattiva qualità dei tuberi destinati alla semina: negli anni Sessanta, difatti, la loro presenza è divenuta ormai quasi ovunque irrilevante.

 

La patata si coltiva in oltre cento paesi di ogni continente e la FAO, celebrandone nel 2008 l’Anno Internazionale, punta su un suo deciso incremento produttivo per contrastare l’emergenza della fame nel mondo, aggravata dalla recente impennata dei prezzi dei cereali.

 Testo tratto da: Patate del Mondo, Rezzaglio, Consorzio della Quarantina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...